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L’alfabeto pedagogico: per costruire insieme il linguaggio educativo di grandi e piccoli!
A come…ascolto

Ascoltare significa accogliere l’altro, comprendendolo e facendolo sentire in contatto con noi. L’ascolto è tra gli elementi indispensabili per la relazione, in particolar modo nella relazione genitori-figli; è una competenza che si può imparare e migliorare prestando attenzione ad alcuni aspetti in particolare:

  1. LA POSTURA DEL CORPO: ti rivolgi verso chi parla? Mantieni lo sguardo con l’altro? Se ti rivolgi ai più piccoli ti abbassi al loro livello visivo? Il corpo per primo manifesta l’attenzione, l’accoglienza che si ha verso l‘altro mentre parla; bisogna abituarsi ad avere cognizione del corpo durante il processo d’ascolto. È il primo segnale che la persona di fronte coglierà in maniera positiva.
  2. NON INTERROMPERE: ascolta tutto quello che la persona deve dirti, fai in modo che completi tutto il flusso di pensieri; con i più giovani, che possono avere maggiori difficoltà ad esternare tutto in maniera chiara, può essere utile riportargli il nostro vissuto e far conoscere anche il nostro stato emozionale.
  3. COMPRENDI DAVVERO: la chiarezza è alla base di un buon ascolto: non interpretare, non supporre e non lasciarti influenzare solo dai tuoi pensieri. La vera comprensione non può avvenire in un solo ascolto, se c’è bisogno chiedi di approfondire nuovamente ciò che non ti risulta chiaro facendoti rispiegare quello che l’altro sta dicendo.
  4. LA SOLUZIONE NON DEVI DARLA TU: quando si ascolta si ha una visione dall’esterno del discorso e quindi una concezione più chiara; trovare la soluzione è più facile ma restituirla senza permettere a chi parla di trovarla in autonomia non è l’opzione migliore. Ascoltare è anche far arrivare l’altro con i suoi tempi e i suoi modi alla risposta che sta cercando.
  5. CHI PARLA E’ AL CENTRO: l’ascolto è considerare in tutto il suo essere la persona che sta parlando, bisogna ricordarsi che chi sta parlando merita tutta la nostra attenzione.
  6. DAI IL GIUSTO PESO: chi parla ha qualcosa da dire, un pensiero piccolo o un discorso profondo, ciò che uno prova nell’esternare, ciò che ha dentro ha comunque una certa valenza quindi sminuire o portare all’altro estremo non è quello che è utile nel processo d’ascolto.

Ma soprattutto ciò che va fatto per un processo d’ascolto davvero d’aiuto è l’astenersi dal giudizio su quello che viene ascoltato perché il giudizio blocca la dimensione costruttiva dell’ascolto.

Per maggiori approfondimenti consiglio questi due libri, pratici e concreti!

Potete trovare la Dott.ssa Marta Maria Neri:
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